Il solstizio d’inverno passaggio dal buio alla luce

 

 

Il solstizio d’inverno è quel periodo dell’anno che segna l’inizio della stagione più fredda, il trionfo del buio sulla luce, della morte nei confronti della vita e che conduce l’uomo ad interiorizzarsi e a comprendere la necessità di un cambiamento radicale sia a livello fisico che spirituale. Quest’anno il solstizio di Inverno accade il 21 Dicembre 2016 alle ore 10:44. Nel periodo che va dal 21 al 24 Dicembre il sole sarà al suo minimo di intensità sia a livello di luce che di calore, per poi rinascere il giorno 25 Dicembre ovvero a Natale che corrisponde con la nascita del Dio Sole.

Il solstizio deriva dalla parola latina “Solstitium” che è composta dalle parole Sol (sole) e Sistere (fermarsi), infatti per l’intera durata dei tre giorni prossimi al solstizio è come se il sole si arrestasse nel suo percorso (a causa dell’eccentricità dell’orbita ellittica della terra) per riprenderlo successivamente sino alla sua rinascita.

 

 

La celebrazione del solstizio d’inverno nelle antiche tradizioni

Tra qualche settimana avrà inizio il periodo delle celebrazioni e dei festeggiamenti del santo Natale e, come ogni anno, la maggior parte delle persone spinta dalle abitudini sia famigliari che religiose, si dedicherà interamente al  consumismo più sfrenato e ai cosidetti “regali inutili”, senza essere consapevoli minimamente che durante questi giorni specifici dell’anno accade qualcosa di veramente unico e magico, un evento cosmico che assumeva un alto valore simbolico in tutte le sue forme per le antiche popolazioni. In questo articolo voglio parlare del solstizio d’inverno e della sua celebrazione senza fare riferimento ad alcuna religione, semplicemente portando attenzione al suo significato universale. “Non dimentichiamo, infatti, che il solstizio d’inverno iniziò ad essere celebrato dai nostri antenati in diversi luoghi del mondo a partire dalle costruzioni megalitiche di Stonehenge, in Gran Bretagna, di Newgrange, Knowth e Dowth, in Irlanda, nelle vicinanze delle incisioni rupestri di Bohuslan, in Iran, nella Val Camonica, in Italia, già in epoca preistorica e protostorica. Questo evento, inoltre ha ispirato il “frammento 66” dell’opera di Eraclito di Efeso (560/480 a.C) e fu allegoricamente cantato da Omero nell’opera (Odissea 133, 137) e da Virgilio (VI° libro dell’Eneide). Anche l’insieme delle popolazioni indoeuropee lo attendevano con impazienza e lo celebravano: i Gallo-Celti lo chiamarono “Alban Arthuan” (“ovvero la rinascita del Dio Sole”); i Germani, “Yulè” (ovvero la “ruota dell’anno”); gli Scandinavi “Jul” (“ruota solare”); i Finnici “July” (“tempesta di neve”); i Lapponi “Juvla”; i Russi “Karatciun” (il “giorno più corto”)”.

 

 

 

Significato profondo del solstizio d’inverno

A livello esoterico, il solstizio è quel periodo dell’anno in cui è necessaria una pausa, una riflessione, un momento di introspezione e meditazione, che permetterà all’individuo in cammino di elevarsi verso nuove vette ed intraprendere con maggiore consapevolezza nuovi traguardi viaggiando attraverso il labirinto del mondo interiore. Il passaggio dal buio alla luce avviene in corrispondenza del 25 Dicembre (Natale), ovvero il giorno che ha dato la nascita a moltissime divinità,  Gesù, Buddha, Horus, Krishna, Mithra, Dioniso, Attis e molte altre che sono tutte simbolo dell’illuminazione.

 

 

Il cambiamento interiore ed esteriore

In questo particolare periodo dell’anno si avvertono grandi cambiamenti sia a livello fisico che psicologico, benché poche persone siano davvero consapevoli di ciò che realmente avviene. Infatti è da evidenziare che il periodo che va da Ottobre sino ai primi giorni di dicembre non è molto favorevole ai concepimenti, dovuto al fatto che le poche ore di luce giornaliere hanno notevole influenza sulla ghiandola pineale che riduce la produzione della melatonina, una sostanza che attiva le funzioni dell’organismo incluse anche l’attività degli ormoni sessuali. Invece, successivamente al giorno del solstizio d’Inverno le giornate iniziano ad allungarsi e la luce ha influenza positiva sulla ghiandola pineale, causando una maggiore produzione di melatonina che porta ad avere in generale maggiore energia e di conseguenza più energia sessuale a disposizione.

 

 

Come si celebra il solstizio d’inverno?

Ci sono diverse modalità per celebrare il solstizio d’inverno, ma quella che voglio citare è la  meditazione, uno strumento molto efficace per mettere ordine nella propria vita e comprendere realmente sé stessi, stabilire quali sono le priorità del momento e le giuste energie da dedicargli.

Una pratica di meditazione molto efficace può essere essere effettuata tramite l’utilizzo delle campane tibetane, degli strumenti molto armonici in grado di riprodurre le frequenze alpha (che vanno dagli 8-12 Hz) e favorire stati di rilassamento della mente molto profondi quali alpha, theta e delta.

 

 

Libri consigliati:

 

I Riti del Solstizio
Feste, Rituali e Cerimonie che Celebrano i Cicli della Terra
€ 16.5

 

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Maurizio Padrin

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