La gentilezza è la migliore arma di difesa

 

Ci sono tanti motivi per cui vale la pena essere ben educati e altruisti! La gentilezza è contagiosa: merito (anche) dei neuroni specchio.

Tanti parlano di un “piccolo gesto di attenzione verso gli altri”,  ma la gentilezza è infinitamente più di un pensiero. Vuol dire uscire da se stessi, dall’individualismo quotidiano ed aprire la mente al resto del mondo. Accogliere gli altri esseri umani e vari aspetti e concetti su di loro, animali, alberi e idee. Vuol dire tolleranza ed empatia, accettazione della differenza (diversità). E’ anche uno spazio contro presunzione ed arroganza, contro solitudine e paura. E molto altro ancora. E sarà per almeno una di queste ragioni che ad essere gentili succede di sentirsi col cuore a posto, fiduciosi. E a chi riceve gentilezza, capita di conquistare uno sguardo più sereno.

Non basta svegliarsi e dire buongiorno magari anche sorridendo, bisogna fare di piu’, bisogna mettere in pratica la cultura della cortesia in tutte le sue forme.

Io credo siano molto importanti questi passaggi :

  • Ascoltare gli altri: l’ascolto tra gli esseri umani e’ fondamentale, nulla è piu’ odioso della imposizione del proprio pensiero!
  • Dopo aver ascoltato, riflettere sempre sulle parole e i pensieri degli altri : la riflessione e’ utile sempre in ogni caso.
  • Offrire, non imporre, nelle discussioni le proprie soluzioni e i punti di vista e sempre con molto garbo, come fossero semi in un campo.
  • Ascoltare i desideri degli altri e tentare di esaudirli : questo sarebbe una gran bella cosa per noi e per gli altri!

 

 

Che cosa è la gentilezza?

Spiega Valentina D’Urso, autrice di “Le buone maniereche la gentilezza ha due facce. La prima è la buona educazione formale e l’osservanza delle regole sociali. Significa avere buone maniere, seguire il galateo, l’etichetta. La seconda, più importante: significa essere brave persone. Ovvero accoglienti, generosi, altruisti.

Sappiamo tutti che un “luogo” accogliente, è lo spazio in cui uno si sente “a casa”, protetto, a proprio agio e quindi, riesce meglio ad esprimersi e a creare contatti.

E poiché un atto cortese e altruista fa bene non solo a chi lo riceve ma anche a chi lo compie (e pertanto all’intera società), esistono ben 4 buoni motivi (a detta anche della scienza) per cui vale la pena essere gentili.

 

La gentilezza fa bene alla salute

Essere cortesi e ben disposti verso il prossimo fa bene al cuore: le probabilità di ictus e infarto aumentano in coloro che hanno un temperamento aggressivo. lo ha provato uno studio italo-americano dei ricercatori del National Institute on Aging di Baltimora: hanno preso in esame 5.614 sardi di età compresa fra i 14 e i 94 anni e hanno verificato che i soggetti dotati di un temperamento più competitivo tendono a sviluppare più facilmente un ispessimento delle carotidi e, quindi, il rischio di arresto cardiaco anche del 40% (indipendentemente dagli altri fattori di rischio cardiovascolare più tradizionali, come il fumo, l’ipertensione o il colesterolo alto).

 

La gentilezza è la migliore arma nelle liti

Può risolvere al meglio le liti, anche quelle che possono diventare violente. Perché ha un effetto spiazzante mentre, al contrario, l’aggressività chiama aggressività. Prendiamo la classica lite tra automobilisti. L’altro ci insulta, magari alza pure il dito medio della mano. Che fare? Risponde Daniela Mapelli, docente di neuropsicologia all’Università di Padova: «Nelle situazioni stressanti come queste, dove tutti diamo il peggio di noi, bisognerebbe sforzarsi di chiedere scusa, e farlo sorridendo. L’altro dovrà cambiare completamente registro: il suo cervello sarà costretto a elaborare uno stimolo completamente diverso».

Funziona? Provare per credere. Anche se quando succedono questi sgarbi ed in generale, davanti alle ingiustizie, è faticoso. Più semplice è analizzare a posteriori, a freddo con un certo distacco quindi, la situazione,ma anche in questo modo abbiamo “provato” una modalità diversa, che metteremo in atto le volte successive.

 

La gentilezza aiuta nel lavoro

Secondo una ricerca di Timothy Judge dell’University of Notre Dame (Usa) le persone più gentili sono meno soggette a licenziamenti in quanto più gradevoli. Secondo Michael Tews, della Pennsylvania State University, i selezionatori di personale per ristoranti scelgono più frequentemente candidati con alti livelli di gentilezza anche a scapito di altri più intelligenti. Non solo. La gentilezza dà ottimi risultati anche nel lavoro di gruppo. Lo ha dimostrato Jonathan Bohlmann della North Carolina State University creando team sperimentali al lavoro su un progetto. Analizzando quanto i membri del team si sentivano trattati bene dal leader, è emerso che un bravo capo che tratta i colleghi con equità, gentilezza e considerazione, ottiene risultati migliori. Spiega il ricercatore: «I dipendenti, per lavorare al meglio, devono respirare un clima di fiducia, rispetto ed equità. Questo li rende orgogliosi di quello che stanno facendo. E quindi li spinge a lavorare di più».

 

 

La gentilezza previene il bullismo a scuola

Insegnare ai bambini la gentilezza fa bene a loro stessi (i bambini gentili sono i più popolari) e anche alla comunità scolastica (in quanto previene il bullismo). Lo ha dimostrato uno studio della University of British Columbia su 400 bambini tra i 9 e gli 11 anni di una scuola elementare di Vancouver, in Canada. Spiega la ricercatrice Eva Oberle: «Abbiamo assegnato due compiti differenti a due gruppi di bambini per 4 settimane: un gruppo doveva compiere tre piccoli atti di gentilezza a scelta in un giorno, come condividere la merenda con i compagni o aiutare la mamma a cucinare; un altro doveva recarsi in posti piacevoli, come la casa dei nonni o il parco. Dai test finali è risultato che il grado di felicità e soddisfazione era aumentato in entrambi i gruppi, ma i bambini che avevano compiuto atti di gentilezza erano i più popolari: avevano guadagnato in media 1,5 amici». E, conclude Oberle, «aumentando i livelli di gentilezza in aula si aumentano fiducia e collaborazione. E questo potrebbe prevenire il buillismo».

 

 

La gentilezza è veramente contagiosa

Nella musica greca antica i modi prendevano il nome di harmonìai, armonie. Quanto è importante avere armonia intorno a sè!

Il che vuol dire: comportarsi in maniera coerente con le regole, i valori e le aspettative che vogliamo siano adottati dai nostri collaboratori.

  • Essere corretti se vogliamo correttezza;
  • Dare fiducia ed essere collaborativi se vogliamo un clima di fiducia e collaborazione, ecc.
  • Essere autorevoli quando il nostro comportamento è coerente con i principi, i valori che chiediamo di adottare agli altri.
  • Usare un tono di voce adatto ad ogni situazione. Urlare: “QUI NON SI URLA!!!”… non è un buon esempio di gentilezza e coerenza…
  • E tantomeno dire “Bip, bip le parolacce non si dicono!”

 

Concludo con questa bellissima citazione:

“Tenerezza e gentilezza non sono sintomo di disperazione e debolezza, ma espressione di forza e di determinazione.”
(Khalil Gibran)

 

Barbara Porro
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    Fonti:

    www.focus.it

     

    Libri consigliati:

     


     


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